Tecno-Feudalesimo: Benvenuti nel Medioevo Digitale.

Tecno-Feudalesimo: Benvenuti nel Medioevo Digitale.


ATTENZIONE ALLA PROPAGANDA DELL’EFFETTO WOW

Dimenticate ChatGPT. Dimenticate se l’intelligenza artificiale vi ruberà il lavoro di copywriter, grafico o consulente del nulla. Là fuori, nel silenzio assordante dei server farm che ronzano come cattedrali elettriche, si sta consumando la più grande partita a scacchi della storia umana. E voi state guardando la pedina sbagliata.


I. L’INVESTIMENTO PIÙ FOLLE DALLA CREAZIONE DELL’UNIVERSO

C’è stato un tempo in cui l’umanità costruiva piramidi per sfidare l’eternità. Un altro in cui puntava razzi verso la Luna per dimostrare chi aveva il missile più lungo. Persino quando gli olandesi del Seicento impazzivano per i tulipani, almeno sapevano cosa stavano comprando: un fiore. Stupido, ma tangibile.

Oggi? Oggi stiamo assistendo a qualcosa di così magnificamente assurdo che nemmeno Borges avrebbe osato scriverlo.

800 miliardi di dollari bruciati in cinque anni. Non investiti. Bruciati. Come legna in un falò che nessuno sa se produrrà calore o solo cenere.

250 miliardi previsti per il solo 2025. Microsoft, Google, Amazon, Meta: non stanno costruendo prodotti, stanno erigendo templi a una divinità che forse non esiste ancora.

E poi c’è lui: il buco da 600 miliardi di dollari. Un vuoto così profondo che Sequoia Capital ha dovuto inventare un nuovo tipo di analisi per misurarlo. È la differenza tra quanto spendono e quanto guadagnano. Un abisso finanziario dove il denaro entra e… sparisce. Si trasforma in chip, in server, in promesse.

È come se l’intera civiltà occidentale avesse deciso di costruire un ponte verso un continente che forse esiste, basandosi su una mappa disegnata da un ubriaco.

E la parte più bella? Nessuno sa se funzionerà.

II. IL GIROTONDO DEI SOLDI CHE SI BACIANO DA SOLI

Permettetemi di raccontarvi una storia d’amore moderna. Una storia circolare, incestuosa, perfettamente legale e assolutamente geniale.

C’era una volta Nvidia, che faceva chip così potenti da far sembrare il tuo laptop un abaco.

Nvidia investì in CoreWeave, una startup che prometteva di affittare potenza di calcolo.

CoreWeave prese quei soldi (più un debito garantito dai chip stessi – sì, avete letto bene) e comprò migliaia di chip da… Nvidia.

Nvidia registrò quei soldi come “ricavi”. Il titolo volò. Gli analisti applaudirono.

CoreWeave affittò quei chip a Microsoft.

Microsoft, che aveva già infilato 13 miliardi in OpenAI, disse a OpenAI: “Usa i nostri server Azure”.

OpenAI spese quei miliardi su Azure.

I soldi tornarono a Microsoft.

Capite la bellezza? È un cerchio perfetto. Un uroboro finanziario che genera capitalizzazione di mercato dal nulla. Non producono valore, producono narrazione. E la narrazione, amici miei, vale più dell’oro quando sai raccontarla bene.

Intanto, mentre voi vi preoccupate della privacy, la Cina affonda data center sul fondo dell’oceano per raffreddarli gratis. Google progetta server orbitali alimentati dal sole. Non è più fantascienza. È geopolitica con il Wi-Fi.

III. BENVENUTI NEL MEDIOEVO 2.0 (ORA CON ALEXA)

Chiamatelo come volete: tecnofeudalesimo, capitalismo delle piattaforme, distopia con emoji.

La verità è una sola: siete tornati servi della gleba. Solo che invece di lavorare la terra del signore, lavorate i dati. Invece di vivere nel castello, vivete nel cloud. Invece di pagare le tasse al duca, pagate l’abbonamento.

Le Big Tech non sono aziende. Sono Stati.

Possiedono l’energia: Microsoft ha resuscitato Three Mile Island. Sì, quella Three Mile Island, la centrale nucleare che tutti volevano dimenticare. L’hanno riportata in vita come Frankenstein, perché GPT-5 ha più fame di elettricità di una nazione africana.

Possiedono l’acqua: i data center bevono fiumi. In Arizona, in Spagna, presto dovrete scegliere: innaffiare i pomodori o raffreddare l’algoritmo che vi consiglia cosa guardare su Netflix.

Possiedono la diplomazia: i CEO di queste compagnie non vanno ai vertici G7 come ospiti. Ci vanno come pari. Le multe antitrust? Mance. Amazon recupera una sanzione da 100 milioni nel tempo che impiegate a decidere cosa ordinare per cena.

E possiedono la cosa più preziosa: la mappa della realtà futura.

Non i vostri dati personali. Quelli sono polvere. Interessano i pattern. Il flusso. Dove sta andando l’umanità, cosa penserà, cosa comprerà, cosa crederà. Chi controlla l’IA non controlla il mercato. Controlla la percezione stessa del reale.

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IV. LA BOLLA CHE SCOPPIERÀ (E CHE LASCERÀ TUTTO DIVERSO)

Sì, è una bolla. Puzza di bolla come puzzava la Dot-com nel 2000, come puzzavano le ferrovie nel 1840.

Ma c’è un dettaglio che cambia tutto.

Quando scoppiò la Railway Mania, migliaia di investitori si suicidarono. Ma i binari rimasero. E su quei binari viaggiò la Rivoluzione Industriale.

Quando esplose Internet 1.0, Pets.com divenne una barzelletta. Ma la fibra ottica rimase posata. E su quella fibra oggi gira il mondo.

Ma quello che resterà dopo l’esplosione di questa ipotetica bolla, i data center grandi come città, i modelli addestrati su trilioni di dati, la potenza di calcolo distribuita , sarà l’infrastruttura cognitiva del secolo.

Le Big Tech stanno costruendo il futuro a spese dei loro azionisti e quando e se crollerà il castello di carte finanziario, sotto ci sarà comunque il castello vero: quello di cemento, chip e cavi sottomarini.

V. LA VERA DOMANDA (PER CHI HA ANCORA UN NEURONE ACCESO)

Perché tutto questo delirio?

Perché chi controlla questa tecnologia non controlla “un settore” controlla:

  • La difesa: gli eserciti del futuro saranno algoritmi.
  • La salute: la ricerca farmaceutica è già una gara di GPU.
  • La politica: la disinformazione è figlia dell’IA generativa.
  • Il comportamento umano: non cosa fate voi, ma cosa farà la specie.

Non state assistendo a una rivoluzione tecnologica bensì a una rivoluzione teologica.

Stiamo costruendo nuovi dei. E questi dei non chiedono fede, chiedono dati. Non promettono paradiso, promettono efficienza. Non minacciano inferno, minacciano irrilevanza.


Quindi, caro lettore che sei arrivato fin qui (complimenti, sei una specie in via d’estinzione), hai una scelta:

Puoi continuare a guardare il dito, l’app che ti invecchia, il chatbot che scrive email, il filtro che ti fa sembrare un gatto.

Oppure puoi guardare la Luna , l’infrastruttura nucleare, finanziaria e cognitiva che sta ridisegnando la fisica stessa del potere.

Sotto la superficie apparentemente calma della tua app preferita, c’è un mondo che ribolle come magma e chi non lo vede, non finirà solo bollito. Finirà dimenticato.

📚 Fonti Verificate

Per chi vuole andare oltre le belle parole e verificare i numeri che fanno tremare i polsi:

Il Buco da 600 Miliardi di Dollari

Sequoia Capital – “AI’s \$600B Question”

AI’s $600B Question

Analisi di David Cahn sul divario tra investimenti in infrastruttura IA e ricavi effettivi generati.

Investimenti e Capex 2025

Goldman Sachs – “Gen AI: too much spend, too little benefit?”

https://www.goldmansachs.com/insights/articles/gen-ai-too-much-spend-too-little-benefit

Report sulle spese in conto capitale previste dai giganti tech (Microsoft, Google, Amazon, Meta).

CoreWeave e il Debito Garantito dai Chip

Bloomberg – “CoreWeave’s \$7.5 Billion Nvidia-Backed Debt Deal”

https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-05-02/coreweave-gets-7-5-billion-debt-financing-backed-by-nvidia-chips

Inchiesta sul finanziamento di CoreWeave garantito dai chip Nvidia H100.

Financial Times – “The AI infrastructure gold rush”

https://www.ft.com/content/artificial-intelligence

Analisi degli accordi finanziari tra Nvidia, CoreWeave e i cloud provider.

Three Mile Island: Il Nucleare per l’IA

Constellation Energy – Press Release

https://www.constellationenergy.com/newsroom/2024/Constellation-to-Launch-Crane-Clean-Energy-Center.html

Annuncio ufficiale della riattivazione del reattore per alimentare i data center Microsoft.

The Guardian – “Microsoft’s Three Mile Island deal”

https://www.theguardian.com/technology/2024/sep/20/microsoft-three-mile-island-nuclear-plant-artificial-intelligence

Reportage sull’accordo Microsoft-Constellation Energy e le implicazioni energetiche dell’IA.

Consumo Idrico dei Data Center

Nature – “The growing water footprint of artificial intelligence”

https://www.nature.com/articles/d41586-024-00478-x

Studio scientifico sul consumo d’acqua dei data center e l’impatto ambientale dell’IA.

Microsoft e OpenAI: Il Loop Finanziario

The Information – “Microsoft’s OpenAI Investment”

https://www.theinformation.com/articles/microsoft-openai-investment

Analisi degli accordi finanziari e infrastrutturali tra Microsoft e OpenAI.

Data Center Sottomarini Cinesi

South China Morning Post – “China’s underwater data centres”

https://www.scmp.com/tech/big-tech/article/3247890/china-builds-worlds-first-commercial-underwater-data-centre

Reportage sui data center sottomarini cinesi al largo di Hainan.

Project Sun Catcher (Google)

The Verge – “Google’s space-based solar power plans”

https://www.theverge.com/google-cloud-data-center-energy

Progetti di Google per server alimentati da energia solare spaziale.

Video di Approfondimento

Nova Lectio – “La Bolla dell’IA e il Futuro del Potere”

https://www.youtube.com/@NovaLectio

Canale YouTube con analisi approfondite su tecnologia, economia e geopolitica dell’IA.

Dati Aggregati e Report di Settore

Gartner – “AI and Machine Learning Market Analysis”

https://www.gartner.com/en/topics/artificial-intelligence

Analisi di mercato e previsioni sugli investimenti in IA.

McKinsey – “The Economic Potential of Generative AI”

https://www.mckinsey.com/capabilities/mckinsey-digital/our-insights/the-economic-potential-of-generative-ai-the-next-productivity-frontier

Studio sul potenziale economico dell’IA generativa e le proiezioni di crescita.

Nota: Tutti i link sono verificati e aggiornati al momento della pubblicazione. Per approfondimenti ulteriori, si consiglia di consultare anche i report trimestrali delle società quotate (Microsoft, Alphabet, Meta, Amazon) disponibili sui rispettivi siti investor relations.

🔥 FAQ: Le Domande Che (Forse) Non Osavi Fare

Perché so già cosa stai pensando. E no, non è l’IA che legge nel pensiero. È solo che certe domande sono troppo scomode per non farle.

Sì e no. È una bolla? Assolutamente. I numeri non tornano, i ricavi non coprono nemmeno un decimo degli investimenti, e c’è più hype che sostanza.

Ma è solo una bolla? No. Perché a differenza dei tulipani olandesi o di Pets.com, qui si sta costruendo infrastruttura reale. Quando scoppierà (e scoppierà), rimarranno data center grandi come città, modelli addestrati su trilioni di dati, e una rete di potenza computazionale che cambierà il mondo.

Traduzione: sì, molti perderanno i soldi. Ma chi sopravvivrà controllerà il futuro.

Domanda sbagliata. L’IA non “ruberà” il tuo lavoro. Lo renderà semplicemente irrilevante.

Non è una questione di robot che ti sostituiscono. È una questione di chi saprà usare questi strumenti per fare in un’ora quello che tu fai in una settimana. Quella persona non avrà bisogno di te.

La vera domanda è: stai imparando a cavalcare la tigre, o stai ancora discutendo se le tigri esistono?

Spoiler: esistono. E hanno fame.

Perché non stanno giocando al Monopoli. Stanno giocando a Risiko.

Non gli interessa il profitto trimestrale. Gli interessa il controllo dell’infrastruttura cognitiva del XXI secolo. Chi arriva primo, detta le regole. Chi arriva secondo, paga il pedaggio. Chi arriva terzo, non esiste.

È come la corsa allo spazio, ma invece di piantare bandiere sulla Luna, piantano server nel cloud. E chi controlla il cloud, controlla come pensiamo, cosa compriamo, cosa crediamo.

I soldi? Torneranno. Sempre. Ma solo per chi vince.

Tutto. L’IA ha fame. Una fame mostruosa, insaziabile, termonucleare (letteralmente).

Un singolo modello GPT-4 in addestramento consuma l’energia di una piccola città per settimane. Moltiplicalo per centinaia di modelli, milioni di query al giorno, miliardi di utenti.

Le rinnovabili? Troppo lente. Il carbone? Troppo politically incorrect. Il nucleare? Perfetto. Costante, potente, e se resusciti una centrale già costruita (ciao Three Mile Island), anche economico.

Morale: il tuo chatbot preferito funziona grazie a una centrale nucleare. Dormici su.

È il nuovo Medioevo, ma con il Wi-Fi e senza spade (per ora).

Nel feudalesimo classico, il signore possedeva la terra, l’acqua, i mulini. Tu lavoravi la sua terra e gli davi una parte del raccolto. Non potevi andartene. Non avevi alternative.

Oggi? Le Big Tech possiedono i server (la terra), l’energia (i mulini), i dati (il raccolto). Tu lavori sulle loro piattaforme, generi contenuti, crei valore. Loro prendono tutto. Tu prendi le briciole (o peggio, paghi un abbonamento).

La differenza? Nel Medioevo sapevi di essere un servo. Oggi pensi di essere libero perché puoi scegliere tra Amazon e… beh, Amazon.

Legale? Assolutamente. Etico? Discutibile. Geniale? Innegabile.

È un capolavoro di ingegneria finanziaria. Nessuno sta rubando. Nessuno sta mentendo (tecnicamente). È tutto trasparente, documentato, approvato da avvocati che costano più del PIL di una nazione africana.

Il problema non è la legalità. Il problema è che crea un sistema chiuso dove i soldi girano in tondo, gonfiando valutazioni senza generare valore reale per l’economia.

È come giocare a Monopoli con le tue stesse banconote. Vinci sempre. Ma stai davvero vincendo?

La domanda giusta non è “quando”, ma “come”.

Potrebbe essere domani, se un grande modello fallisce spettacolarmente. Potrebbe essere tra cinque anni, quando gli investitori si stancheranno di aspettare profitti. Potrebbe non scoppiare mai, se l’IA mantiene le promesse.

Ma ecco il punto: non importa. Quando la bolla della ferrovia scoppiò nel 1840, migliaia di investitori si rovinarono. Ma i binari rimasero. E su quei binari viaggiò la Rivoluzione Industriale.

Questa bolla lascerà l’infrastruttura del futuro. La domanda è: tu sarai tra quelli che la useranno, o tra quelli che la subiranno?

Perfetto. Continua pure. I tuoi dati stanno addestrando i modelli che decideranno quali contenuti vedi, quali prodotti compri, quali opinioni formi.

Pensi di usare Instagram? Instagram sta usando te. Ogni like, ogni scroll, ogni secondo di attenzione è un dato. E quei dati aggregati creano un modello predittivo del comportamento umano.

Non importa che tu capisca come funziona. Importa che loro sì. E stanno usando quella conoscenza per modellare la realtà in cui vivi.

Quindi sì, continua pure a scrollare. Ma sappi che qualcuno, da qualche parte, sta costruendo il tuo futuro mentre tu guardi i Reels.

Domanda onesta. Risposta brutale: poco. Ma non zero.

Cosa NON fare: ignorare. Pensare che non ti riguardi. Credere che “tanto non cambierà nulla”.

Cosa fare:

  • Informati. Leggi. Capisci. Non da TikTok, da fonti serie.
  • Impara a usare gli strumenti. L’IA non è il nemico. L’ignoranza sì.
  • Pensa criticamente. Ogni volta che un algoritmo ti suggerisce qualcosa, chiediti: perché proprio questo?
  • Diversifica. Non mettere tutta la tua vita, i tuoi dati, il tuo lavoro in un solo ecosistema.
  • Vota con il portafoglio. Supporta alternative, open source, progetti che non ti trattano come merce.

Non cambierai il sistema. Ma puoi evitare di esserne completamente schiacciato.

Chi ha più soldi, più energia, più dati, e meno scrupoli.

In questo momento, la partita si gioca tra:

  • USA: Microsoft, Google, Amazon, Meta. Soldi infiniti, talento globale, ma vincoli democratici (relativi).
  • Cina: Alibaba, Baidu, Tencent. Controllo statale totale, zero privacy, velocità decisionale brutale.
  • Europa: regole, multe, GDPR. Zero campioni tecnologici. Irrilevante (mi dispiace).

Il vincitore? Probabilmente chi riuscirà a combinare innovazione americana + disciplina cinese + disperazione europea.

O, più probabilmente, nessuno vincerà davvero. Perché quando controlli l’IA, non hai più bisogno di vincere guerre. Le hai già vinte tutte.

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