Avete mai chiamato un servizio clienti e vi siete trovati a parlare con una voce così calma e rassicurante da farvi venire il dubbio che non fosse nemmeno umana? Magari vi ha detto: “Il tuo problema è importante per noi, rimani in linea”. Ecco, quello che una volta era un’attesa snervante, oggi si sta trasformando. Notizie recenti ci dicono che anche i centralinisti in carne e ossa sono a rischio, e che l’Intelligenza Artificiale sta bussando forte alla porta del servizio clienti, con Salesforce che ha già sostituito 4 mila posizioni. Non è fantascienza, è l’AI che ha già un piano per noi. E forse anche un piano per risolverci i problemi senza farci aspettare. 😉
Mi chiedono spesso se l’AI ci ruberà il lavoro. La risposta è sì. L’AI non vi ruberà il lavoro, ma vi ruberà il tempo che spendete a fare quel lavoro. Ma qui il vero problema non è se l’AI ci sostituirà, ma cosa faremo dopo che ci avrà sostituiti. La verità è che senza un piano di formazione e riqualificazione, la rivoluzione tecnologica di Salesforce non sarà una benedizione, ma un disastro. L’AI si prenderà i lavori più noiosi e ripetitivi, ma non ci darà magicamente un nuovo posto di lavoro più stimolante. Spetta a noi, alle aziende, alle istituzioni, prepararci per questo salto.
Non dobbiamo temere il futuro che l’AI ci presenta, ma la mancanza di un piano per gestirlo. Dobbiamo imparare a conoscerlo e a dargli forma. Ma come possiamo farlo se le aziende e le istituzioni non ci danno gli strumenti per farlo? Se la paura è il peggior nemico, la conoscenza è l’unica arma che ci resta. Ma non ci salverà se non siamo in grado di usarla. Il futuro è già qui e potrebbe non essere così roseo come ci vogliono far credere.
Da informatico a cercatore di senso
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Nota di trasparenza sull’uso dell’AI nel blog
In questo spazio digitale, dedicato alla comprensione critica dell’innovazione tecnologica, desidero condividere con chiarezza due aspetti importanti del lavoro che porto avanti.
Immagini generate con l’AI
La quasi totalità delle immagini presenti nel blog è generata tramite strumenti di intelligenza artificiale. Le utilizzo sia come supporto visivo sia come modo per sperimentare nuove forme di comunicazione creativa, coerenti con i temi trattati.
Un blog nato dalla scrittura… e trasformato dalla velocità dell’AI
Scrivere è sempre stata una mia passione. Dopo anni di appunti, riflessioni e sperimentazioni, tre anni fa è nato questo blog. Fin da subito, però, ho dovuto confrontarmi con una sfida evidente: l’incredibile accelerazione dell’evoluzione scientifica legata all’intelligenza artificiale rende complesso mantenere aggiornato un progetto di divulgazione che ambisce alla qualità e alla precisione.
Per questo, in coerenza con la mia missione di promuovere consapevolezza, oggi più che mai un elemento vitale, ho scelto di farmi affiancare da piattaforme di AI in molte fasi del lavoro editoriale. In particolare, l’AI mi supporta in:
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- esplorazione di titoli efficaci e pertinenti
L’obiettivo non è delegare il pensiero, ma amplificare la capacità di analisi e di sintesi, così da offrire contenuti sempre più chiari, accurati e utili.








