Dall’LLM all’Agente: Un Cambio di Paradigma

Dall'LLM all'Agente: Un Cambio di Paradigma


Tassonomia degli Agenti

Gli agenti di intelligenza artificiale rappresentano l’evoluzione dai modelli linguistici statici a sistemi autonomi capaci di pianificare, ricordare e agire concretamente tramite strumenti esterni.
La loro architettura si fonda su quattro pilastri, cervello, pianificazione, memoria e uso di tool, che permettono diversi gradi di indipendenza, dal semplice supporto operativo all’esecuzione completa. Nel panorama attuale spiccano strumenti specializzati come IDE agentici, CLI per sviluppatori e super-agenti web, affiancati da framework di sviluppo che governano la collaborazione tra macchine. Questa trasformazione richiede un’attenzione etica costante per garantire trasparenza nei processi decisionali e mantenere il controllo umano sui risultati.


Architettura AI

L’Approccio Agent-First

La caratteristica “agent-first” indica un approccio architettonico in cui l’interfaccia o il software non è progettato primariamente per la conversazione (come una chat), ma per delegare e eseguire compiti complessi in autonomia.
In un sistema agent-first, l’utente non deve guidare l’IA passo dopo passo; invece, fornisce un obiettivo finale e l’agente gestisce in modo indipendente la pianificazione, la ricerca degli strumenti necessari e l’esecuzione dell’intero processo.

Le differenze chiave rispetto ai sistemi tradizionali

1

Obiettivo vs Istruzioni

L’utente dà il “cosa” (es. “crea un sito”), e l’agente decide il “come”, a differenza di un chatbot che attende istruzioni specifiche per ogni singola azione.
2

Azioni native

L’ambiente è costruito per permettere all’IA di interagire direttamente con file, terminali e browser senza intervento umano continuo.
3

Loop autonomo

Il sistema è programmato per iterare, correggersi e completare interi workflow, trasformando l’IA da assistente passivo a operatore attivo.
Tassonomia e Apprendimento

Architetture dell’Intelligenza Artificiale Agentica

Una tassonomia per l’apprendimento e l’integrazione strumentale

L’evoluzione tecnologica dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) ha superato la fase della semplice generazione testuale reattiva per entrare nell’era dei sistemi autonomi, comunemente definiti agenti di intelligenza artificiale. La transizione dai modelli statici a quelli agentici non rappresenta soltanto un incremento delle capacità computazionali, ma un cambio di paradigma nel modo in cui l’intelligenza artificiale interagisce con l’ambiente e con l’utente umano.

Mentre un LLM tradizionale risponde a un prompt basandosi sulla sua base di conoscenza interna, un agente opera come un’entità dinamica capace di pianificazione adattiva, ragionamento multi-turno, utilizzo di strumenti esterni e collaborazione multi-agente.

Ontologia dell’agente: Componenti Core

Per stabilire una tassonomia comprensibile, occorre prima definire cosa differenzia un agente da un semplice chatbot. La distinzione risiede nell’architettura operativa: mentre i sistemi convenzionali richiedono istruzioni esplicite per ogni compito, gli agenti funzionano come strati superiori ai modelli, osservando l’ambiente, raccogliendo informazioni e generando piani d’azione in autonomia.

L’architettura di base di un agente si scompone in quattro componenti fondamentali:

  • Il Cervello (Modello di Ragionamento) L’LLM (o Large Action Model) che interpreta le istruzioni e decide le mosse.
  • Pianificazione (Planning) Scomposizione di complessi in sub-task e riflessione sulla loro efficacia.
  • Memoria (Memory) A breve termine (contesto immediato) e a lungo termine (archivio storico di interazioni e schemi).
  • Uso degli Strumenti (Tool Use) La capacità di invocare funzioni esterne come ricerche web, terminali o calcolatrici.

Tassonomia dei livelli di autonomia

Una delle categorizzazioni più efficaci riguarda il grado di autonomia concesso all’agente, definito dal ruolo dell’utente umano nel processo.

L1
L’utente come Operatore (Operator) L’agente è un “copilota” (es. Microsoft Copilot) che agisce solo su richiesta esplicita.
L2
L’utente come Collaboratore (Collaborator) Pianificazione ed esecuzione sono condivise; ci sono passaggi di mano fluidi tra uomo e macchina.
L3
L’utente come Consulente (Consultant) L’agente guida il compito e consulta l’utente solo per preferenze o chiarimenti esperti.
L4
L’utente come Approvatore (Approver) L’agente opera indipendentemente e chiede approvazione solo per azioni ad alto rischio.
L5
L’utente come Osservatore (Observer) L’agente persegue obiettivi aperti senza assistenza; l’utente monitora solo per sicurezza.

Classificazione degli strumenti attuali

Per dare concretezza alla teoria, è possibile suddividere gli strumenti “in voga” nel 2025-2026 in categorie funzionali.

1. IDE Agentici e Desktop Agents

Questi strumenti non sono semplici editor, ma “centri di comando” dove l’agente ha accesso diretto al file system, al terminale e al browser.

  • Google Antigravity: Un IDE “agent-first” basato su VS Code che permette di delegare intere missioni.
  • Desktop IDE (Cursor, Windsurf): Evoluzioni del classico editor dove l’agente può leggere l’intero codebase.
Motivazione: Si distinguono perché l’agente ha agency fisica sull’ambiente di sviluppo, riducendo il context-switching dell’utente.

2. CLI Agents (Strumenti per Power User)

Agenti che operano direttamente dalla riga di comando, ideali per automazioni rapide e integrazioni di sistema.

  • Claude Code & Gemini CLI: Interfacce che portano la potenza dei modelli nel terminale.
  • OpenAI Codex (Evoluzione 2025): Una superficie di programmazione integrata che connette modelli e strumenti locali.
Motivazione: Rappresentano l’agente come compagno di terminale, focalizzato sull’efficienza pura.

3. Agenti Web Autonomi (General-Purpose)

Sistemi progettati per navigare il web e compiere azioni per conto dell’utente.

Genspark & Manus: Definiti “Super Agenti”, sono in grado di pianificare viaggi, fare telefonate reali, creare mazzi di slide e siti web completi partendo da un solo obiettivo.

Motivazione: Sono esecutori di task end-to-end. L’utente fornisce l’obiettivo e l’agente gestisce l’intera catena di sub-task.

4. Enterprise e Business Agents

Agenti specializzati in flussi di lavoro aziendali e ROI-driven.

Abacus.ai (Deep Agent): Un agente generale per il business capace di costruire app, scrivere report finanziari, gestire campagne di outreach su LinkedIn e persino agire come QA Engineer.

Motivazione: Operano come dipendenti virtuali specializzati, collegandosi ai sistemi aziendali (CRM, database).

5. L’Evoluzione “Agent Mode” e OS Agentici

La trasformazione dei chatbot tradizionali in sistemi agentici attivabili tramite una specifica opzione o modalità operativa.

  • ChatGPT Agent, Gemini “Tasks”: Nuove modalità in cui l’utente attiva una procedura in cui l’IA può navigare sul web in modo persistente.
  • Perplexity “Computer”: Un’interfaccia desktop che trasforma il motore di ricerca in un sistema operativo agentico. Non si limita a rispondere, ma può navigare il web, interagire con le applicazioni e compilare documenti in autonomia, agendo come un “browser intelligente” con iniciativa propria.
  • Z.ai (Agent vs Chat): Esempio chiaro di biforcazione: “Chat” per risposte istantanee; “Agent” per tool-use autonomo.
Motivazione: Dimostrano che l’agenzia è una modalità operativa. La “Chat” è per il dialogo; l'”Agente” è per il lavoro autonomo.

6. Ambienti di Collaborazione Simbiotica

Piattaforme che elevano l’interazione uomo-macchina a una collaborazione attiva, integrando l’IA direttamente nel flusso di lavoro creativo e decisionale come un “collega digitale”.

  • Claude Cowork: Evoluzione dell’assistente passivo in un partner attivo. Partecipa alla stesura di documenti, all’analisi dati e alla revisione codice in tempo reale.
  • Copilot Cowork: Si integra profondamente nella suite Microsoft 365. Agisce come un collega proattivo che partecipa alle riunioni, sintetizza discussioni e collega dati tra Excel, Word e Teams.
Motivazione: A differenza degli IDE agentici o dei CLI, questi ambienti puntano sulla simbiosi. L’agente lavora “a fianco”, apprendendo dal contesto per diventare un’estensione delle capacità cognitive umane.

Sintesi Strumentale per gli Studenti

Strumento Categoria Perché è un Agente?
Google Antigravity Agentic IDE Gestisce terminale e browser per testare il codice in autonomia.
Claude Code / Gemini CLI CLI Agent Opera direttamente sul sistema operativo tramite riga di comando.
Genspark / Manus Web Super-Agent Esegue task complessi sul web senza guida passo-passo.
Abacus.ai Deep Agent Enterprise Agent Automatizza workflow aziendali complessi (QA, vendite, analisi Excel).
Z.ai (Opzione Agent) Multi-modal Agent Passa dal semplice testo alla creazione di siti e grafiche con tool-use.
Perplexity Computer OS Agent / Agent Mode Trasforma il browser in un sistema operativo agentico capace di navigare e agire.
Claude / Copilot Cowork Collaborative Agent Lavora simbolicamente a fianco dell’utente, integrandosi nel flusso creativo.

Framework di sviluppo

Mentre gli strumenti sopra elencati sono prodotti “finiti”, essi sono spesso costruiti utilizzando framework che definiscono la logica di collaborazione:

  • CrewAI Ideale per modellare Team di lavoro. Ogni agente ha un ruolo (es. Ricercatore, Scrittore) e i task fluiscono in modo gerarchico o sequenziale.
  • LangGraph Perfetto per Workflow ciclici. Permette all’agente di sbagliare, riflettere e riprovare finché non raggiunge lo stato desiderato.
  • AutoGen Focalizzato sulla Conversazione. Gli agenti risolvono problemi discutendo tra loro (es. un agente scrive codice e l’altro fa il debugging).

Risorse e Approfondimenti

Una selezione di guide, tutorial e analisi approfondite sugli strumenti agentici più rilevanti.

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Claude Cowork e Copilot Cowork


🧭 Differenza di fondo

Claude Cowork e Copilot Cowork usano lo stesso modello di base (Claude) e lo stesso paradigma agentico, ma sono progettati per contesti completamente diversi:

  • Claude Cowork → agente locale, pensato per individui, sviluppatori, piccoli team.
  • Copilot Cowork → agente enterprise, integrato in Microsoft 365, con governance, audit e accesso ai dati aziendali.

🕰 Origini e strategia industriale

  • Gennaio 2026: Anthropic lancia Claude Cowork come agente desktop locale.
  • Marzo 2026: Microsoft risponde con Copilot Cowork, costruito in collaborazione con Anthropic, non come prodotto concorrente.
  • La partnership è profonda: investimenti incrociati (Microsoft fino a $5B, Nvidia $10B, Anthropic $30B in compute Azure) e uso estensivo dei modelli Claude in Microsoft 365.

⚙️ Come funzionano

Claude Cowork (locale)

  • Esegue azioni sul computer dell’utente, attraverso qualsiasi software.
  • Massima flessibilità, nessun vincolo di ecosistema.
  • Limite: nessun accesso al contesto organizzativo (email, file aziendali, calendari condivisi).

Copilot Cowork (cloud + Microsoft 365)

  • Opera dentro l’ecosistema Microsoft 365.
  • Usa Work IQ, il layer di intelligenza che integra email, file, chat, calendario, meeting.
  • Può preparare documenti e workflow basandosi su dati aziendali reali.
  • Vantaggio chiave: profondissima integrazione contestuale.

🔄 Cosa possono fare entrambi

  • Pianificazione e triage del calendario
  • Preparazione meeting
  • Redazione documenti
  • Analisi competitive
  • Workflow multi-step su più file
  • Capacità agentiche reali: pianificano, eseguono, verificano, chiedono conferme.

🛡 Sicurezza e governance

Claude Cowork

  • Nessuna governance centralizzata.
  • Nessun audit trail.
  • Ottimo per privacy individuale, inadatto per aziende con requisiti di sicurezza.

Copilot Cowork

  • Integrato nella governance Microsoft 365: identità, permessi, compliance, audit.
  • Ogni azione è tracciata.
  • Con Microsoft Agent 365 (dal 1° maggio, $15/user/mese) si ottiene un pannello di controllo centralizzato per monitorare e gestire gli agenti.

💰 Prezzi e modelli di accesso

ProdottoAccessoPrezzoTarget
Claude CoworkAbbonamento AnthropicVariabile per usoIndividui, sviluppatori, piccoli team
Copilot Cowork (E5)Incluso in M365 E5~60$/utente/meseAziende su Microsoft 365
Copilot Cowork (E7 Frontier Suite)Bundle enterprise99$/utente/meseGrandi organizzazioni
Microsoft Agent 365Add-on15$/utente/meseIT e sicurezza

datasciencedojo.com


🧩 A chi serve cosa

Claude Cowork

  • Perfetto per freelance, ricercatori, sviluppatori.
  • Nessuna burocrazia IT, installi e usi.
  • Ideale se lavori su stack eterogenei e non hai bisogno di dati aziendali.

Copilot Cowork

  • Pensato per aziende già su Microsoft 365.
  • Offre contesto organizzativo, sicurezza, audit, governance.
  • È l’unica scelta sensata quando i dati aziendali sono centrali.

🤝 La dinamica Microsoft–Anthropic

  • Anthropic ha mostrato cosa può fare un agente avanzato.
  • Microsoft ha preso la stessa tecnologia e l’ha industrializzata per l’impresa.
  • È un esempio di co-evoluzione tra laboratorio di frontiera e piattaforma enterprise.
  • Il futuro dipenderà da come Anthropic, Microsoft e OpenAI evolveranno i loro ecosistemi.

🎯 Quale scegliere?

  • Se lavori da solo o in un piccolo teamClaude Cowork è più libero, immediato, versatile.
  • Se sei in un’organizzazione Microsoft 365Copilot Cowork è più potente grazie al contesto e alla governance.
  • Se osservi il settore → la partnership Microsoft–Anthropic è un segnale forte su come si sta strutturando l’AI enterprise.

Se vuoi, posso trasformare questo riepilogo in una versione più breve, una tabella comparativa più densa, oppure in un testo argomentativo da usare in una presentazione o in un corso.

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Nota di trasparenza sull’uso dell’AI nel blog

In questo spazio digitale, dedicato alla comprensione critica dell’innovazione tecnologica, desidero condividere con chiarezza due aspetti importanti del lavoro che porto avanti.

Immagini generate con l’AI

La quasi totalità delle immagini presenti nel blog è generata tramite strumenti di intelligenza artificiale. Le utilizzo sia come supporto visivo sia come modo per sperimentare nuove forme di comunicazione creativa, coerenti con i temi trattati.

Un blog nato dalla scrittura… e trasformato dalla velocità dell’AI

Scrivere è sempre stata una mia passione. Dopo anni di appunti, riflessioni e sperimentazioni, tre anni fa è nato questo blog. Fin da subito, però, ho dovuto confrontarmi con una sfida evidente: l’incredibile accelerazione dell’evoluzione scientifica legata all’intelligenza artificiale rende complesso mantenere aggiornato un progetto di divulgazione che ambisce alla qualità e alla precisione.

Per questo, in coerenza con la mia missione di promuovere consapevolezza, oggi più che mai un elemento vitale, ho scelto di farmi affiancare da piattaforme di AI in molte fasi del lavoro editoriale. In particolare, l’AI mi supporta in:

  • ricerca e verifica preliminare delle notizie
  • organizzazione e strutturazione degli articoli
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