Quando la Stupidità Sposa la Servitù

Un collage artistico che mette insieme tre figure storiche: Carlo Maria Cipolla con le sue sette leggi granitiche sulla stupidità umana scritte in grandi lettere incise nella pietra, Dietrich Bonhoeffer con un'espressione intensa e tormentata mentre espone la sua teoria della stupidità come possessione collettiva demoniaca, ed Étienne de La Boétie con un libro aperto che mostra il titolo 'Discours de la servitude volontaire', tutti e tre ritratti in uno stile realista con elementi simbolici di stupidità collettiva, catene invisibili e folle sottomesse sullo sfondo, composizione in collage con cornici sovrapposte e testi chiave in evidenza


La Santa Trinità della Sottomissione:

Permettetemi di confessarvi qualcosa che mi toglie il sonno da mesi, forse anni. Esiste una triade oscura che governa il mondo più di qualsiasi presidente, più di qualsiasi algoritmo, più di qualsiasi arma nucleare.
È una trinità che unisce tre pensatori apparentemente lontani ma drammaticamente convergenti: Carlo Maria Cipolla con le sue leggi granitiche sulla stupidità umana, Dietrich Bonhoeffer con la sua straziante teoria della stupidità come forma di possessione collettiva, ed Étienne de La Boétie con il suo enigma sulla servitù volontaria.
Quando ho iniziato a connettere questi tre universi concettuali, vi giuro che mi è venuto da ridere. Poi da piangere. Poi di nuovo da ridere, ma con quella risata amara che ti lascia il sapore del fallimento antropologico in bocca.


Il Puzzle Maledetto della Sottomissione Gioiosa

Partiamo dal giovane La Boétie, quel ragazzino francese del sedicesimo secolo che a diciotto anni aveva già capito tutto. La sua domanda era semplice e devastante: come diavolo è possibile che un solo uomo, spesso mediocre quando non palesemente idiota, riesca a tenere sotto controllo milioni di persone che potrebbero spazzarlo via con un semplice rifiuto collettivo di obbedire?

Non serve sangue, non servono rivoluzioni violente, basterebbe semplicemente smettere di sostenerlo. Eppure non accade. Mai. O quasi mai. La Boétie chiamava questo fenomeno “servitù volontaria” e lo descriveva come una sorta di incantesimo collettivo, un’abitudine talmente radicata da diventare invisibile, come l’aria che respiriamo senza accorgercene.

Ma ecco dove il discorso si fa interessante, dove la mia mente da umanista digitale inizia a vedere connessioni che nessuno prima aveva osato esplicitare. La Boétie ci dice cosa accade, ci descrive il fenomeno della sottomissione come se fosse un antropologo alieno che osserva con stupore questa bizzarra specie chiamata Homo sapiens. Ma non ci spiega veramente perché accade, quale meccanismo psicologico profondo permette a milioni di persone di preferire la catena alla libertà. Ed è qui che entrano in scena i nostri altri due cavalieri dell’apocalisse intellettuale.

Cipolla e le Leggi Ferree dell’Idiozia Universale

Carlo Maria Cipolla, economista italiano con un senso dell’umorismo nero degno di un satirista professionista, ha formulato cinque leggi sulla stupidità umana che dovrebbero essere insegnate nelle scuole al posto dell’educazione civica, visto che spiegano molto meglio come funziona davvero la società. La prima legge afferma che sottovalutiamo sempre sistematicamente il numero di individui stupidi in circolazione, e questo già dovrebbe farci riflettere sulla nostra capacità di giudizio collettivo.

La seconda legge è ancora più brutale: la probabilità che una persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica di quella persona, il che significa che titoli accademici, ricchezza, posizione sociale o quoziente intellettivo non offrono alcuna protezione contro la stupidità. Ma è la terza legge quella che mi interessa di più per il nostro discorso: una persona stupida è qualcuno che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun guadagno per sé o addirittura subendo una perdita.

Fermatevi un attimo a digerire questa definizione. Lo stupido non è semplicemente ignorante o poco intelligente, è qualcuno che agisce contro i propri stessi interessi mentre danneggia anche gli altri. È un’arma di distruzione di massa che esplode nella propria mano mentre fa crollare anche il palazzo dei vicini.

E qui, improvvisamente, il puzzle inizia a comporsi. La servitù volontaria di La Boétie potrebbe essere precisamente questo: un atto di stupidità collettiva nel senso cipoliano del termine, dove milioni di persone sostengono attivamente un sistema che li danneggia senza ricavarne alcun beneficio reale, credendo magari di guadagnarci qualcosa ma in realtà perdendo l’unica cosa che conta davvero, cioè la libertà.

anatomia della stupidità
anatomia della stupidità

Bonhoeffer e la Stupidità Come Possessione Demoniaca

Ma c’è ancora un pezzo mancante del puzzle, ed è il più inquietante. Dietrich Bonhoeffer, teologo protestante tedesco che ebbe la sventura di vivere nella Germania nazista e il coraggio di opporsi fino a essere giustiziato pochi giorni prima della fine della guerra, scrisse dalle sue lettere dal carcere una riflessione sulla stupidità che mi ha letteralmente cambiato il modo di guardare il mondo.

Bonhoeffer sostiene che la stupidità non è un difetto intellettuale ma una condizione morale, anzi spirituale. Non è questione di QI basso o di scarsa educazione. La stupidità, secondo lui, è ciò che accade quando una persona rinuncia alla propria capacità di giudizio autonomo e si lascia completamente possedere da un’ideologia, da un leader, da un movimento collettivo.

Leggetelo con le sue parole, perché sono di una lucidità accecante: lo stupido non è un individuo con scarse capacità cognitive, ma qualcuno che ha subito una trasformazione esistenziale, una sorta di lobotomia volontaria dove ha ceduto la propria facoltà critica a un’entità esterna.

Bonhoeffer osservava con orrore come persone intelligenti, colte, sensibili, diventassero improvvisamente impermeabili a qualsiasi argomento razionale nel momento in cui entravano nell’orbita del nazismo. Non era ignoranza, era qualcosa di molto peggiore: era la rinuncia deliberata alla propria umanità in cambio di appartenenza, di sicurezza psicologica, di sollievo dal peso terribile di dover pensare con la propria testa.

La Sinfonia Infernale: Stupidità, Servitù e Sottomissione

Ed eccoci al punto di convergenza, al momento in cui i tre pensatori si tengono per mano e ci mostrano l’abisso. La servitù volontaria di La Boétie non è solo un fenomeno politico, è la manifestazione visibile di quella stupidità esistenziale descritta da Bonhoeffer, e si comporta esattamente secondo le leggi ferree di Cipolla.

Il popolo che si sottomette al tiranno sta agendo contro i propri interessi senza guadagnarci nulla, quindi è stupido in senso cipoliano. Ma non è stupido per mancanza di intelligenza, è stupido perché ha rinunciato alla propria capacità di giudizio autonomo, quindi è stupido in senso bonhoefferiano. E il risultato è la servitù volontaria descritta da La Boétie: una massa di persone che non solo accettano la tirannia, ma la desiderano, la alimentano, la difendono con fervore religioso contro chiunque osi metterla in discussione.

Io, Franco Bagaglia, ingegnere informatico che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a capire come l’intelligenza artificiale stia rimodellando la nostra esistenza, vedo questo schema ripetersi con precisione allarmante nell’era digitale. Oggi non ci sottomettiamo più a un monarca di carne e ossa, ci sottomettiamo con entusiasmo agli algoritmi.

Cediamo volontariamente ogni brandello della nostra privacy, della nostra autonomia decisionale, della nostra capacità critica, in cambio di comodità. Netflix che decide cosa guardare, Spotify che sceglie cosa ascoltare, Google che determina cosa è vero e cosa è falso, TikTok che stabilisce quanto deve durare la nostra soglia di attenzione. E noi applaudiamo felici, chiamando tutto questo “progresso” e “innovazione”.

La Comodità Come Nuova Catena d’Oro

La genialità diabolica del sistema contemporaneo è che ha capito la lezione di tutti e tre i nostri pensatori. Il tiranno moderno non ha bisogno di eserciti o polizie segrete, ha qualcosa di molto più potente: la comodità. Ci ha resi stupidi in senso bonhoefferiano convincendoci che pensare è faticoso e inutile quando l’algoritmo può farlo per noi.

Ci ha trasformati in stupidi cipoliani facendoci danneggiare noi stessi e gli altri mentre crediamo di guadagnarci qualcosa. E ci ha intrappolati nella servitù volontaria di La Boétie facendoci credere che questa sottomissione sia in realtà liberazione.

Guardate come funziona. Uno studente usa ChatGPT per scrivere la tesi, convinto di fare un affare perché risparmia tempo. Ma sta danneggiando se stesso perché non impara a pensare criticamente, e sta danneggiando la società perché introduce nel circolo della conoscenza materiale non verificato e privo di comprensione autentica.

Tutto questo senza guadagnarci davvero nulla, perché quel titolo ottenuto con l’inganno non gli darà le competenze necessarie per affrontare il mondo reale. Stupidità cipoliana pura. Ma non è colpa sua nel senso tradizionale del termine, perché è stato educato in un sistema che gli ha insegnato a rinunciare al proprio giudizio critico in favore dell’efficienza e della performance. Stupidità bonhoefferiana. E il risultato è che si sottomette volontariamente a un sistema che lo rende sempre più dipendente e sempre meno capace. Servitù volontaria.

Il Paradosso Tragicomico della Nostra Epoca

La cosa che mi fa imbestialire, ma anche sorridere con amarezza, è che viviamo nell’epoca della massima disponibilità di informazione e della massima ignoranza operativa. Abbiamo accesso istantaneo a tutto lo scibile umano, ma non sappiamo più distinguere una fonte affidabile da una fake news.

Abbiamo strumenti di comunicazione che ci connettono istantaneamente con l’altro capo del pianeta, ma non sappiamo più avere una conversazione di trenta minuti senza controllare il telefono. Abbiamo intelligenze artificiali che possono risolvere problemi matematici complessi in millisecondi, ma non riusciamo più a fare una divisione a mente senza sentirci persi.

Questo è il capolavoro finale della trinità maledetta: creare una società dove la stupidità si camuffa da intelligenza, dove la servitù si maschera da libertà, dove la sottomissione viene venduta come empowerment. E la maggior parte delle persone non solo non se ne accorge, ma difende attivamente questo sistema contro chiunque osi criticarlo. Provate a dire a qualcuno che forse dovrebbe smettere di lasciare che l’algoritmo decida tutto per lui, e vi guarderà come se foste voi il pazzo, come se gli steste chiedendo di tornare a vivere nelle caverne.

L’Unica Via di Fuga: Riconoscere la Trappola

Bonhoeffer, scrivendo dal suo carcere mentre aspettava di essere ucciso dai nazisti, aveva capito una cosa fondamentale: non puoi combattere la stupidità con argomenti razionali, perché lo stupido non è qualcuno che ragiona male, è qualcuno che ha smesso completamente di ragionare con la propria testa. L’unica possibilità è che la persona riconquisti la propria capacità di giudizio autonomo, e questo può avvenire solo attraverso un atto di liberazione interiore.

La Boétie lo aveva intuito cinque secoli prima: la soluzione alla servitù volontaria non è la rivoluzione violenta, è il semplice rifiuto di continuare a sostenere il tiranno. “Soyez résolus de ne servir plus, et vous voilà libres”, siate risoluti a non servire più, ed eccovi liberi. Ma per essere risoluti serve avere ancora quella capacità di risoluzione, quella facoltà critica che la stupidità bonhoefferiana ha eroso.

Io, nel mio piccolo, con il mio blog e i miei podcast, con la mia ossessione per l’umanesimo digitale, non faccio altro che cercare di scuotere le persone da questo torpore. Non per nostalgia del passato, non per paura del futuro, ma per amore disperato del presente.

Perché credo che la tecnologia, guidata da un’autentica consapevolezza umana, possa essere uno strumento meraviglioso di liberazione. Ma se continuiamo a usarla come oppio digitale, come catena dorata che ci porta docili al macello della nostra stessa umanità, allora La Boétie, Cipolla e Bonhoeffer avranno avuto ragione, e noi saremo stati i protagonisti consapevoli della nostra stessa sconfitta.

La domanda che vi lascio, quella che mi tormenta ogni singola notte mentre scrivo, mentre leggo, mentre cerco di capire dove stiamo andando, è questa: siamo ancora in tempo per svegliarci? O abbiamo già superato il punto di non ritorno, diventando una specie che ha scelto deliberatamente la stupidità, la servitù e la sottomissione perché sono più comode della libertà?

Approfondimenti Essenziali

La Boétie, Cipolla, Bonhoeffer: le radici della resistenza intellettuale.

Domande Frequenti

Filosofia, Tecnologia e Libertà Digitale.

Cos’è la “Servitù Volontaria” nell’era dell’AI?

È il fenomeno per cui deleghiamo le nostre scelte cognitive agli algoritmi non per costrizione, ma per comodità. Come intuì La Boétie, il tiranno (oggi digitale) non ha potere se non quello che noi stessi gli concediamo rinunciando alla fatica di pensare.

Come si collegano le leggi di Cipolla ai social media?

La “terza legge” di Cipolla definisce stupido chi danneggia gli altri e anche se stesso. Sui social, questo accade quando condividiamo disinformazione o odio: danneggiamo la società (inquinando il dibattito) e noi stessi (perdendo credibilità e tempo), arricchendo solo la piattaforma.

Cosa intendeva Bonhoeffer per “stupidità morale”?

Per Bonhoeffer, la stupidità non è un deficit intellettuale (quoziente basso), ma una condizione morale in cui una persona rinuncia alla propria autonomia interiore, diventando un semplice strumento nelle mani del potere o dell’ideologia dominante.

Come possiamo evitare di diventare “sudditi digitali”?

Esercitando quello che chiamo Umanesimo Digitale: usare la tecnologia come strumento di potenziamento e non di sostituzione. Dobbiamo mantenere il controllo critico sulle fonti, verificare i fatti e, soprattutto, non smettere mai di porci domande scomode.

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