Valditara. La nuova riforma della Scuola Superiore, svenduta al Mercato

Il modello 4+2, la riforma degli istituti tecnici e professionali e il liceo del Made in Italy: cosa devi sapere sulla riforma della scuola superiore

Nell’introduzione alla riforma non compaiono nomi di autorevoli pedagogisti, o dati sull’andamento del sistema scuola, ma solo le associazioni dei padroni italiani e le loro richieste. Eccola la visione che il Governo Meloni ha della scuola: un’istituzione che serve per rispondere agli interessi delle imprese per formare lavoratori sempre più precari e sfruttati. Per dirla direttamente con le loro parole: «Oggi l’istruzione tecnica e professionale deve diventare […] spendibile nel mondo del lavoro, garantendo competitività al nostro sistema produttivo» e deve servire a «offrire competenze di qualità alle imprese».

L’anno scolastico 2024/2025 porterà con sé tre importanti novità per la scuola superiore italiana, che cambieranno l’offerta formativa e il collegamento con il mondo del lavoro. Si tratta del modello 4+2, della riforma degli istituti tecnici e professionali e del liceo del Made in Italy.

Anticipo la mia valutazione

La riforma dell’istruzione in Italia si concentra sull’istruzione tecnica e professionale per fornire manodopera specializzata alle aziende italiane. La riforma mira a trasformare allarmanti numeri di lavoratori specializzati difficili da trovare in una grande opportunità per i giovani. Il governo sta lavorando per rendere le scuole tecniche e professionali statali sempre più simili alle aziende, creando grandi centri locali integrati con il tessuto produttivo locale attraverso migliaia di ore di stage da svolgere in azienda. La direzione intrapresa dalla riforma non è quella di adattare i centri di formazione professionale per garantire l’apprendimento delle discipline di base, ma piuttosto di lavorare affinché i tecnici e i professionisti statali assomiglino e si avvicinino sempre di più all’azienda.

Il modello 4+2

Il modello 4+2 prevede un percorso di istruzione superiore ridotto da 5 a 4 anni, seguito da 2 anni di specializzazione presso gli ITS (Istituti Tecnici Superiori). Questo modello, promosso dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, punta a rafforzare le competenze di base in italiano, matematica e inglese, dando maggiore peso alle materie tecniche e laboratoriali. La sperimentazione di questo modello è attualmente volontaria e aspetta l’approvazione del Ddl Valditara1.

La riforma degli istituti tecnici e professionali prevede una profonda revisione dei piani di studio e dei quadri orari, con l’intento di creare un ponte più solido tra formazione e mondo del lavoro, e di costruire legami significativi con il territorio. La riforma è pianificata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e introduce una struttura curricolare flessibile, aumentando l’autonomia degli istituti e mirando a un’istruzione più orientata verso le esigenze del territorio e del settore produttivo. La sua attuazione è prevista per l’anno scolastico 2025/26, anche se il governo punta a partire già dal 2024/252.

Liceo Made in Italy

Il liceo del Made in Italy mira a favorire lo sviluppo di competenze e abilità legate alla superiorità dei prodotti e alla ricca eredità culturale italiana mediante un programma di studi liceali. Questo curriculum mira a fornire una solida base in ambiti come storia e diritto, arte, lingue, economia e dinamiche di mercato. L’obiettivo è quello di potenziare e valorizzare i diversi settori produttivi del paese, tenendo in considerazione le uniche caratteristiche e le inclinazioni specifiche di ogni regione. L’introduzione di questo liceo è prevista per settembre 2024.

Queste tre novità rappresentano un triplo intervento sulla scuola secondaria, che si propone di adeguare il sistema scolastico italiano alle sfide del futuro, valorizzando le risorse del paese e favorendo l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Gli studenti che dovranno iscriversi alla scuola superiore a gennaio 2024 avranno quindi a disposizione nuove opportunità e percorsi formativi tra cui scegliere.

Ed i contro ?

Alcune possibili controindicazioni sono:

  • Il modello 4+2 potrebbe ridurre la qualità dell’istruzione superiore, limitando la formazione umanistica e culturale degli studenti e privilegiando una logica di mercato.
  • La riforma degli istituti tecnici e professionali potrebbe creare una maggiore frammentazione e disomogeneità tra le diverse realtà territoriali, rendendo più difficile il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite.
  • Il liceo del Made in Italy potrebbe essere una mera operazione di marketing, che non tiene conto delle esigenze e delle aspirazioni dei giovani, e che rischia di escludere o penalizzare le altre forme di espressione artistica e creativa.

Queste sono solo alcune delle possibili controindicazioni che sono state sollevate da alcuni esperti, docenti, studenti e genitori. Tuttavia, la riforma della scuola superiore è ancora in fase di elaborazione e discussione, e potrebbe subire delle modifiche o dei miglioramenti prima della sua attuazione definitiva.

Secondo me….

Mi preoccupa profondamente la proposta di riforma della scuola superiore avanzata dal Ministro Valditara. Personalmente, ritengo che questa proposta stia consegnando la nostra istruzione direttamente al mercato del lavoro, snaturando la vera missione dell’istruzione, che dovrebbe essere volta a istruire ed educare i giovani.

Ricordo i tempi degli anni Ottanta, in cui i diplomati tecnici ricevevano numerose opportunità di lavoro in tempi brevi. Purtroppo, negli anni Novanta, ho notato un cambiamento negativo con l’ascesa della flessibilità e la diminuzione delle tutele per i lavoratori, associata all’idea del lifelong learning connesso al lavoro.

Nel mio punto di vista, la mancanza di politiche economiche e del lavoro serie ha contribuito a un inaccettabile tasso di disoccupazione giovanile, e ora sembra che la scuola stia diventando il capro espiatorio di questa situazione.

Le citazioni dal Libro bianco di Edith Cresson del 1995, che rivelano una visione neoliberista del sapere come bene individuale, mi preoccupano. Ridurre la scuola a una mera preparazione per il lavoro futuro, secondo me, snatura l’istituzione stessa.

Critico l’attuale tentativo di ridurre il percorso di studio da cinque a quattro anni, sottolineando l’incoerenza nel garantire che il livello di istruzione rimarrà invariato. Inoltre, sollevo la questione dell’esame del quinto anno e il ruolo degli ITS Academy, che appaiono come una soluzione costosa e poco chiara.

Infine, il paradosso di una “riforma” a costo zero mi lascia perplesso, considerando che sono previsti costi significativi per la struttura tecnica dedicata alla promozione della filiera formativa tecnologico-professionale.

  • Da una parte, si potrebbe pensare che la riforma della scuola superiore favorisca l’accesso all’università, in quanto offre agli studenti una maggiore flessibilità e una formazione più orientata al mercato del lavoro. Inoltre, il modello 4+2 permette di conseguire una laurea in meno tempo e di proseguire gli studi presso gli ITS, che offrono corsi di alta specializzazione in diversi settori.
  • Dall’altra parte, si potrebbe temere che la riforma della scuola superiore penalizzi l’accesso all’università, in quanto riduce la qualità dell’istruzione superiore, limitando la formazione umanistica e culturale degli studenti e privilegiando una logica di mercato. Inoltre, la riforma degli istituti tecnici e professionali potrebbe creare una maggiore frammentazione e disomogeneità tra le diverse realtà territoriali, rendendo più difficile il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite.

Per quanto riguarda le materie umanistiche, si potrebbe sostenere che la riforma della scuola superiore non le soffochi, ma le valorizzi, in quanto introduce il liceo del Made in Italy, che mira a favorire lo sviluppo di competenze e abilità legate alla superiorità dei prodotti e alla ricca eredità culturale italiana. Inoltre, le lauree umanistiche sono sempre più richieste nel mondo del lavoro, in quanto offrono delle soft skills, come la capacità di scrittura, l’intelligenza emotiva, il problem solving, che sono caratteristiche che influiscono sulla crescita occupazionale e sulla retribuzione.

Tuttavia, si potrebbe anche argomentare che la riforma della scuola superiore metta a rischio le materie umanistiche, in quanto il liceo del Made in Italy potrebbe essere una mera operazione di marketing, che non tiene conto delle esigenze e delle aspirazioni dei giovani, e che rischia di escludere o penalizzare le altre forme di espressione artistica e creativa. Inoltre, le lauree umanistiche potrebbero essere svantaggiate rispetto alle lauree scientifiche o tecniche, in termini di accesso, di opportunità lavorative, di finanziamenti e di riconoscimento sociale.

Come si vede, ci sono diversi aspetti da considerare e diverse fonti da consultare per formarsi un’opinione informata e critica sulla riforma della scuola superiore e sul suo impatto sull’accesso all’università e sulle materie umanistiche. Tuttavia, attendendo sviluppi futuri, forte è il mio convincimento che la decisione del governo di tagliare un anno dall’istruzione tecnica e professionale e di creare un’autostrada per gli ITS (Istituti Tecnologici Superiori) porterà alla degradazione degli attuali istituti tecnici, che perderanno l’ultimo anno che è maggiormente incentrato su attività professionali specifiche. Di conseguenza, ciò porterà quasi inevitabilmente a una continuazione negli ITS1. Inoltre, critico l’intenzione del ministro di creare una collaborazione con il settore privato e le aziende, che porterà alla privatizzazione della scuola e a un mercato selvaggio di formatori, consulenti ed esperti. Concludo chiedendo alle persone di buona volontà, sia di sinistra che di destra, di salvare gli istituti tecnici dalla riforma Valditara. Il dibattito sui istituti professionali è aperto, ma non confondiamo le cose come il nostro ministro.

Riferimenti

Argomenti correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to Top