Oltre il determinismo: Il cortile e l’algoritmo: da dove veniamo e dove stiamo andandoChiudo gli occhi e mi ritrovo lì: un cortile di paese degli anni Cinquanta, dove le voci delle persone care si mescolano al rumore rassicurante della vita quotidiana, dove ogni sguardo racconta una storia condivisa fatta di imperfezioni umane e di profonda, autentica empatia. Quell’immagine così familiare, così calorosa e tattile, non è semplicemente nostalgia bensì è il punto di partenza del nostro viaggio millenario con la tecnica, perché la tecnologia è nata proprio tra quelle mani laboriose, come un’estensione naturale del gesto umano, capace dapprima di sollevare la fatica del corpo, poi di trasformarsi lentamente in qualcosa di più misterioso e potente: una macchina prodigiosa in grado di amplificare non solo la nostra forza fisica, ma la nostra stessa capacità di ricordare, prevedere e decidere.